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2nd Dic

2013

Fiducia, questa sconosciuta

Fa riflettere ciò che spesso viene argomentato all’interno della coppia, a proposito della fiducia. “Ti DEVI fidare di me, perché se non c’è la fiducia non è possibile costruire nulla!”

Come se la fiducia fosse già predeterminata, stabilita in anticipo, da “spacchettare” insieme a tutti gli altri elementi, nel momento in cui si decide di dare il via all’esperienza “coppia”.

Ma non è così.

La fiducia non può essere imposta, non può essere pretesa, e quando non c’è, esistono delle ragioni che meritano di essere indagate, approfondite, verificate e comprese.

E’ vero, noi veniamo al mondo già predisposti a provare fiducia. E’ una caratteristica innata che si consolida nel primo importante rapporto che il bambino instaura con un altro essere umano: quello con sua madre. Questo modello relazionale, chiamato in linguaggio tecnico “attaccamento infantile”, costituisce la base affettiva sulla quale l‘individuo imposterà le sue relazioni future.

Si tratta di un legame molto forte, fatto di attese che vengono soddisfatte (fame, sete, caldo, freddo) e da questo legame il bambino svilupperà il suo rapporto di fiducia con il mondo esterno.

Tuttavia, può accadere che quelle attese non vengano soddisfatte, che il bambino esprima le sue esigenze ma non trovi nessuno ad occuparsi di lui.

La naturale conseguenza di ciò è che il bambino, diventato adulto, diffiderà dell’ambiente che lo circonda, fisico e umano. Non riuscirà ad essere fiducioso nei confronti del prossimo e tenderà a porre se stesso in primo piano, perché sentirà di non poter contare su nessun altro, al di fuori della propria persona.

Un’altra situazione in cui si riscontra l’assenza di fiducia all’interno della coppia è quando questa viene perduta.

Accade quando un atto, un’azione da parte di uno dei due partner muta l’andamento e il senso del rapporto, infrange una continuità, rompe un equilibrio.

La persona che subisce questo atto si trova a far fronte ad una condizione di vuoto e di smarrimento. L’evento in sé diventa una sorta di filtro, di chiave di ri-lettura di tutti gli eventi presenti e passati. La persona vive la perdita del “noi” e dell’immagine di sè, vive sentimenti di autosvalutazione, di perdita dell’autostima, e di abbandono. La perdita della fiducia e l’evento che l’ha determinata, si colloca come un evento inatteso, in seguito al quale i rapporti non potranno più essere gli stessi. La relazione dovrà essere ridefinita sulla base dell’evento vissuto e la chiave di lettura dovrà essere la rottura di un’intesa reciproca.

Il termine “reciprocità” è un termine importantissimo perché è proprio la reciprocità l’elemento basilare del fare coppia, non la fiducia. La reciprocità è la caratteristica dell’attaccamento adulto, che si differenzia dall’attaccamento tra genitori e figli, proprio perché nel primo caso la relazione è reciproca, mentre nel secondo è complementare.


 

 

 

 

 

 

 

 


 

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